
>Gli inizi
Noi cominciamo dal principio.
Siamo poveri e abbiamo disimparato a giocare. L'abbiamo dimenticato, la mano non riesce più a creare i piccoli lavori di pazienza e di abilità.
Anche la selce veniva levigata all'incirca così. Oggi sembra che nulla di artigianale sia mai stato costruito e possa essere lasciato in eredità. Ma in compenso dipingiamo di nuovo come i selvaggi, nel senso migliore del primitivo, dell'inquieto, dello spensierato, del preoccoupato. Anche le maschere rituali si intagliavano pressappoco così. E l'uomo primitivo costruiva pressappoco così i suoi feticci, anche se solo il bisogno di esprimersi lo accomunava a noi. Simultanea e netta è la separazione tra i due momenti, e ci aiuta e ci costringe a rendere relamente freddo il freddo oggetto d'uso funzionale, mostrandoci ciò che ci resta ancora da riscaldare bene.
La freddezza tecnica
Dapprima quasi tutto ci fissa con uno sguardo vuoto.
E come potrebbe essere altrimenti, donde dovrebbe giungere l'oggetto d'uso vivo e ben fatto, quando non v'è più uomo che sappia che cosa sia l'abitare durevole e che riesca a rendere calda e solida la propria casa?
Non è questa la causa della volgarità delle cose. E questa non è giustificata solo dal fatto che il commitente è sconosciuto o anonimo. Soffermiamoci per esempio sul problema della stanza detta "studio". Ci accorgiamo subito che l'uomo che entra nella sua stanza solo alla sera per riposarsi, leggere o ricevere ospide del suo stesso sesso e lo scrittore o lo studioso che sono gli abitatori innati e per così dire faustiani dello studio e della biblioteca, pongono almeno una doppia serie di bisogni, compiti e problemi di ambientazione. Ma quel che l'arredamento borghese offre oggi sul mercato o presenta anche in tutti i suoi progetti, rimane irrimediabilmente circostritto entro il denominatore comune del cosiddetto studio. E' quindi lecito affermare che ci compera si mostra ben più volenteroso di quanto non gli consentirebbe lo scarso valore delle offerte e della scelta. Non è quindi tanto sul consumatore quanto piuttosto sul produttore che ricade la responsabilità di tutta questa paccottiglia; e non solo costui, ma anche la macchina che utilizza ha sulla coscienza la miseria e il delitto generalizzato contro la fantasia, che fa si che in tutti i musei le raccolte di arte applicata si concludano con gli esemplari degli anni Quaranta del secolo scorso. Ernst Bloch

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